Il condominio e’ composto da tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i portici, i cortili e le facciate, le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati all’uso comune, le installazioni, come gli ascensori,
gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria.


Le parti comuni devono essere usate dai singoli condomini in relazione alla normale destinazione d’uso e rispettando le norme contenute nel regolamento di condominio.
Il recupero del sottotetto a fini abitativi può realizzarsi anche in un condominio, ma prima di poter trasformare il sottotetto occorre verificarne la proprietà.


Constatata la proprieta’ del sottotetto, in base alle caratteristiche strutturali, se il sottotetto è destinato all’uso comune, allora è di proprietà dell’intero condominio. Il sottotetto di un edificio può considerarsi pertinenza dell’appartamento sito all’ultimo piano invece quando assolva alla esclusiva funzione di isolare e proteggere l’appartamento medesimo dal caldo, dal freddo e dall’umidità, tramite la creazione di una camera d’aria.


Quando è di un solo soggetto, questi può procedere a recuperarlo a fini abitativi rispettando la normativa regionale di riferimento, sempre rispettando il regolamento condominiale. Se non si modifica la falda del tetto o l’aspetto esteriore dell’immobile, non c’è obbligo di comunicazione. Occorre però modificare la tabella millesimale per quanto riguarda il rendiconto condominiale.
Può anche sussistere il caso in cui uno dei condomini voglia acquistare il sottotetto. In tal caso occorre stipulare un atto di cessione o di acquisto tra i condomini e il possibile acquirente mediante una delibera assembleare.